Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Risposta a Francesca

ottobre5

Gentilissima Francesca,

mi scrive che ha 39 anni, vive in una grande città del Centro Italia, è sposata ed ha due figlie. Le hanno diagnosticato un tumore al seno che non risponde alla chemioterapia ed ora hanno trovato delle metastasi nel fegato. In seguito a queste ultime vicende si trova a fare fronte ad una depressione.

Mi chiede di aiutarla a tornare a combattere per le sue figlie e per suo marito. Lei sta già combattendo e lo sta facendo a partire proprio da questa depressione che la spaventa tanto.

Questo periodo di depressione è necessario per attivare la sua Resilienza.

La Resilienza è un’insieme di capacità che ogni persona possiede, ma non tutti sono in grado di attivarla; si sviluppa su fattori esterni, come la sua famiglia e l’ambiente nel quale vive, e fattori interni che appartengono alla sua sfera personale.

Quelli interni, che emergono da quanto mi ha scritto, sono dati dalla sua voglia di vivere, di continuare a voler essere moglie e madre, in sostanza, derivano dalla sua volontà introspettiva di trovare altri nuovi punti di forza.

Lei è anche ricca di iniziativa, perché persiste nella ricerca per capire i suoi problemi in modo da poterli affrontare e controllare.

Tutto questo è parte della sua Resilienza.

Ci sono quattro livelli su cui vorrei portare la sua attenzione: quello delle sue figlie, quello di suo marito, quello di chi le è accanto anche se non la conosce ed infine, ma non ultimo, il suo.

Partiamo da quello delle sue figlie.

Mi chiede di aiutarla a ritrovare la fiducia nel suo futuro per il loro bene.

Questo vuol dire che, nonostante le sue difficoltà di salute, vuole prima di tutto continuare ad essere madre pensando a loro più che a se stessa. In questo momento lei sta facendo molto, perché sta continuando ad insegnare loro come si fa fronte alle difficoltà che la vita pone davanti.

Una madre può insegnare più di questo?

Quello di suo marito: il grande amore della sua vita che lei ha scelto di seguire negli spostamenti della sua professione, non lasciandolo solo, ma rimanendogli accanto. Lei ha permesso alla sua famiglia di mantenere una stabilità nonostante i trasferimenti che lei conosce e che per privacy non riferisco.

Quello di chi le è accanto anche se non la conosce: mi riferisco a quanti leggeranno questo blog e diventeranno partecipi della sua storia … forse anche intervenendo con un commento.

Lei mi ha autorizzato a rispondere alla sua richiesta tramite il web e, quindi, la sua esperienza diventerà utile per altri che, come lei, stanno cercando la forza di reagire.

Chi conoscerà la sua storia apprezzerà la sua volontà di cercare stimoli per andare avanti e “continuare a combattere” (per usare le sue parole).

Poi c’è il suo livello: questo non è secondario, ma l’ho riportato per ultimo perché credo che sia la percezione che lei ha di se stessa, cioè di venire dopo la felicità degli altri, di essere motore per la felicità degli altri, di non essere depressa per amore degli altri. Gli altri sono la sua famiglia, ovviamente.

All’inizio ho affermato che la sua depressione è utile quanto necessaria, perché esiste un tipo di depressione che si chiama Reattiva e si manifesta quando si è sottoposti ad un evento traumatizzante. Nella fase di depressione reattiva le persone devono darsi il tempo di adattarsi alla nuova situazione per attivare la propria Resilienza.

Un tumore è un evento traumatizzante, ma nonostante questo, il suo primo pensiero è rivolto alle sue figlie, che sono tristi e preoccupate per lei come lo è suo marito.

Io la ringrazio per la fiducia che mi ha dimostrato nello scrivermi e per la possibilità che mi ha dato di fare conoscere la sua storia a quanti hanno bisogno di incoraggiamento.

Lei ha le capacità necessarie per attivare la sua Resilienza, perché è determinata a volere stare meglio psicologicamente.

Questo è un buon punto di partenza che si fonda anche sulla fiducia che mi dice di avere nei confronti dell’oncologa che la sta curando.

La fiducia nel proprio medico è un altro elemento, non secondario, che attiva la Resilienza delle persone.

Con sincera ammirazione, le invio i miei più cordiali saluti.

7 Comments to

“Risposta a Francesca”

  1. On ottobre 5th, 2010 at 23:07 federika ponnetti Says:

    Io non ho un brutto male ma, nonostante ciò, leggo con estrema attenzizone e partecipazione le esperienze degli altri. Credo che ognuno di noi debba attivare la propria resilenza davanti alle difficoltà che la vita ci pone davanti, ed è un po’ che io sto cercando di affrontare le mie. Imparando anche dalle esperienze degli altri, che in quel preciso momento stanno meglio o peggioo di noi, scaviamo dentro noi stessi per toccare il fondo e cercare disperatamente di risalire la china: da soli, o accompagnati, a seconda di come in quel momento vogliamo o possiamo fare.
    Credo che la storia di questa donna, per me oggi, è come al storia di un’eroina che mette al servizio degli altri la propria sofferenza affinchè sia “utile” a qualcun’altro, affinchè anche gli atri, nel confronto, possano attingere alle proprie risorse. Con un virtuale, ma sinceramente affettuoso, blog-abbraccio, saluto e ringrazio la protagonista di questa storia (non sei sola!) e colei che l’ha raccontata.
    federika ponnetti

  2. On ottobre 6th, 2010 at 09:00 Federica Minozzi Says:

    La grande determinazione di Francesca e la sua volontà di andare avanti e “combattere” sono un bellissimo esempio da seguire per tutti! La vita ci pone sempre delle sfide da affrontare, più o meno difficili… Possiamo chiuderci in noi stessi ed autocommiserarci, ma questo atteggiamento non migliora certo la situazione, o possiamo rimboccarci le maniche, guardare con occhi diversi le “cose belle” delle nostra vita che ci rimangono e decidere che vale davvero la pena di non arrendersi.
    Francesca, in una situazione obbiettivamente non facile sta insegnando a tutti noi, che magari ci lamentiamo quotidianamente per cose misere e sciocche, a valorizzare di più cose che spesso diamo per scontate, come gli affetti famigliari o addirittura la salute stessa.
    Grazie Francesca di cuore per aver condiviso la tua esperienza ed un grosso in bocca al lupo per la battaglia che ti accingi ad affrontare e che meriti davvero di vincere!!
    … e grazie anche a Lisa, una persona unica e davvero meravigliosa!!! (lo dico col cuore; se dovessi dire tutte le cose belle che penso di lei non basterebbe tutto il blog).
    Federica Minozzi

  3. On ottobre 6th, 2010 at 18:29 nicoletta Says:

    Credo che la Resilienza sia a volte automatica…..quasi una forma di difesa che si autostimola in certi momenti diffiili da accettare e che forse nonostante tutto non si accetternno mai, ed è giusto ed indispensabile che ciò avvenga.
    Credo che questo meccanismo aiuti ad arrivare più in fretta ad una guarigione.
    Credo che un giorno i tuoi figli ti ringrazieranno per questo, per avere pensato a loro, più che a te.
    Credo che sia ora di non dire le parole ‘brutto male’ ma di chiamarlo col suo nome …tumore.
    Credo che di tumore di guarisca!!!
    Buon percorso Francesca, credo sarà dura e lunga la tua lotta ma CREDO proprio che tu abbia le carte in regola per farcela!!
    Un bacio Nicoletta

  4. On ottobre 7th, 2010 at 22:18 Giorgia Says:

    Sono qui,davanti al computer con tanta voglia di parlare a Francesca,ma poi ho paura di sbagliare e di non rendere efficace attraverso le parole scritte ciò che ho in mente..Credo che in questo momento ,ciò che ti spaventi di più,sia il fatto di dover fare i conti con una vita completamente cambiata..Le terapie a volte annientano, gli amici non si possono più frequentare come prima, il lavoro anche..Tutto ciò che prima ci sembrava ovvio.ad un tratto ovvio non lo è più.. La quotidianità, a volte anche noiosa,ci dà sicurezza.Però poi le cure vanno magari bene e ci sono le tue figlie che ti ricordano di sicuro ogni giorno che mamma splendida sei e tuo marito che insieme alle tue bimbe ti dà la forza per combattere.Ma prima di tutto ci sei tu che sei una persona,una donna e che ti fai forza perchè hai voglia e il diritto di riappropriarti della tua vita.Io ti auguro di attivare presto la tua resilienza e ti ringrazio per aver condiviso il tuo percorso di malattia con noi Un abbraccio. Giorgia

  5. On aprile 22nd, 2012 at 18:23 La filosofia di Steve Jobs | Quando la vita cambia colore Says:

    […] Oggi  si guarda a Steve Jobs come faro nella notte, ma ci si scorda che chiunque ha la responsabilità di illuminare chi gli vive accanto; ci si scorda che chiunque può essere un punto di riferimento per il proprio prossimo, può essere un esempio di resilienza. […]

  6. On maggio 3rd, 2012 at 09:41 Cristina Says:

    Un affettuoso abbraccio a Francesca e un grazie alla dottoressa Galli

  7. On ottobre 11th, 2012 at 09:57 Resilienza: la forza da valorizzare dentro ognuno di noi | Quando la vita cambia colore Says:

    […] Resilienza di un metallo è la sua capacità di resistere ad un urto, di piegarsi ma non […]

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