Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Stephen Hawking: un vero esempio di Resilienza

Ottobre26

Stephen Hawking è un vero esempio di Resilienza.

Se la Resilienza è l’insieme di capacità che possiede un essere umano per fare fronte alle difficoltà e ai traumi che la vita pone lungo il cammino di un’esistenza, Stephen Hawking le possiede tutte e da lui, ognuno, può trarre forza e coraggio.

Nei ringraziamenti del suo noto libro “Dal Big Ben ai buchi neri” ha scritto:

A parte la sfortuna di contrarre la mia grave malattia dei motoneuroni, sono stato fortunato sotto quasi ogni altro aspetto. L’aiuto ed il sostegno che ho ricevuto da mia moglie, Jane, e dai miei figli, Robert, Lucy e Timmy, mi hanno dato la possibilità di condurre una vita abbastanza normale e di avere successo nella carriera accademica. Un’altra fortuna che ho avuto è stata quella di scegliere fisica teorica, poiché si tratta di una scienza che sta per intero nella mente.”

In questa frase vi è tutta la determinazione di questo scienziato che, è opportuno precisare per i pochi che non lo sapessero, dall’età di tredici anni è affetto da atrofia muscolare progressiva.

Ebbene, questo uomo, dai molti limiti fisici, dai pochi limiti mentali, è riuscito a risvegliare gli animi di quanti hanno avuto la fortuna di sentirlo parlare in una conferenza alla Royal Albert Hall.

Andrea Malaguti, corrispondente da Londra della Stampa, il 22 ottobre 2010 ha riportato la sintesi di quell’incontro.

All’inizio della sua storia di malattia ad Hawking venne diagnosticata erroneamente una SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) ed i medici gli comunicarono una sopravvivenza di tre anni.

Da lì ha preso forma, spessore e concretezza la sua volontà del fare.

Mi hanno colpito alcune frasi di Hawking riportate dal giornalista:

… So, però, che l’idea della morte incombente ha cambiato la mia vita … Quando ho scoperto di essere malato mi sono reso conto che avevo un sacco di cose da fare e che improvvisamente ne avevo voglia …

Ho dato il meglio di me …”

Da quella che in molti avrebbero ritenuto essere la propria fine, lui è stato in grado di attivarsi e mettere a buon frutto quanto la vita gli ha concesso di mantenere sana: la sua mente.

Se si guarda  la sua fotografia si vede un uomo imprigionato nel suo corpo, ma se si leggono i suoi scritti si sente una mente libera di viaggiare, conoscere, scoprire cose che altri uomini non sono riusciti a raggiungere nonostante una sana fisicità.

Hawking è stato in grado di fare emergere la consapevolezza di se stesso, ma anche l’importanza del prossimo condividendo sempre i propri meriti con chi è stato, ed è tutt’ora, accanto a lui: familiari, colleghi o semplici collaboratori.

La Resilienza non è solo il frutto di un’unica capacità, perché nasce dall’insieme delle forze personali di un individuo (umorismo, capacità di adattamento, capacità introspettiva …) e dall’interazione che la persona ha con l’ambiente sociale di appartenenza.

E’ indubbio che Hawking debba avere incontrato sulla sua strada persone che rimanevano stupite dal contrasto di ciò che poteva fare con la mente con quello che non avrebbe mai potuto raggiungere con il corpo, ma soprattutto deve avere incontrato anche persone che hanno contribuito a fare crescere la sua Resilienza amandolo fino al punto di credere che fosse altro oltre la sua disabilità.

E lui è diventato altro, è diventato un uomo capace di realizzarsi nella professione (raggiungendo la cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge … che fu di Isaac Newton) e di costruire una famiglia.

Cosa rimane da fare davanti a tanta forza d’animo, coraggio, sensibilità ed intelligenza?

Semplicemente prendere coscienza del suo esempio, non perdersi d’animo ed imparare, per poterlo trasmettere alla propria discendenza che:

si può dare il meglio di se stessi anche se si sente che la morte potrebbe prendersi tutto in un attimo;

si ha sempre qualcuno accanto da valorizzare e da amare al di là dei propri e degli altrui limiti per aiutarlo a crescere e a realizzarsi;

si ha sempre qualcuno da ringraziare per essere diventati ciò che si è.

Probabilmente ci sono molti altri insegnamenti nella storia di Hawking, ma a me vengono in mente questi tre … se a qualcuno venissero altre idee, saranno ben accette in questo blog.

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posted under Attualità
3 Comments to

“Stephen Hawking: un vero esempio di Resilienza”

  1. On 22 Gennaio, 2011 at 19:18 marta Says:

    ho visto lo scienziato qualche settimana fa a Pasadena, poiche’ abitava in quel periodo vicino alla casa di mio figlio.
    un gruppo di giovani in attesa sul marciapiede di fronte al suo ingresso lo attendeva in silenzio e quando e’ uscito per salutarli gli si sono fatti attorno commossi e riguardosi.
    lui era contento ,anche se costretto come sappiamo.
    non lo dimentichero’.
    marta

  2. On 23 Giugno, 2011 at 18:32 Anna staccato Lisa | Quando la vita cambia colore Says:

    […] Anna staccato Lisa è un esempio  di Resilienza come  Stephen Hawking di cui ho scritto nell’articolo del 26 ottobre 2010 […]

  3. On 11 Ottobre, 2012 at 09:57 Resilienza: la forza da valorizzare dentro ognuno di noi | Quando la vita cambia colore Says:

    […] la forza da valorizzare dentro ognuno di noi ottobre11  Resilienza, nel senso di Risalire sulla barca della vita anche quando vacilla per gli scossoni provocati dagli […]

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