Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Lettera di una persona malata

Dicembre28

Ringrazio il signor Mauro per la sua testimonianza, ricca di spunti di riflessione.

Ringrazio nuovamente tutte le persone che mi scrivono i loro racconti di malattia all’indirizzo lisa@lisagalli.it

Ciao Lisa,

mi chiamo Mauro Rossetti.

La mia odissea comincia un giorno di primavera di 3 anni fa.

Da un po’ di tempo non mi sentivo tanto bene, sempre stanco, qualche linea di febbre che compariva alla sera e il mattino dopo

non c’era più nulla, qualche problema di gengiviti, insomma all’inizio cose di poco conto, si dava la colpa alla primevera, un po’ di influenza,

per le gengive non davo molto peso perché ne avevo sempre sofferto.

Finché, visto che i disturbi non scomparivano, mi sono sottoposto a semplici esami del sangue, risultato valori ematici  completamente

sballati ad esempio i globuli bianchi a 70.000.

Il 22 marzo mi ricoverano d’urgenza al COM, una settimana di esami approfonditi e la terribile diagnosi leucemia meliode acuta medio-grave.

Pronto ad affrontare la malattia vengo sottoposto a 10 giorni continuativi di chemio, dopo la chemio mi succede di tutto: rischio blocco intestinale

mi tolgono dallo stamaco 5 litri di bile e trascorro altri 20 gg tra la vita e la morte. A questo punto spunta un raggio di sole, la febbre scompare, il nuovo prelievo di midollo osseo dà esito positivo, la malattia è scomparsa.

Mi dimettono, 10 gg a casa in licenza premio e poi secondo ciclo di induzione chemio.

Terapia e successivo prelievo di cellule staminali per il trapianto autologo.

Nel mese di agosto vengo sottoposto a trapianto e dopo un mese a casa per ricominciare una nuova vita.

Pronto per riprendere il lavoro a gennaio 2008 qualche giorno prima di Natale arriva la doccia fredda, da un controllo del midollo osseo la malattia si ripresenta.

Nuovo ricovero la Vigilia, nuovo ciclo di chemio in attesa di un donatore per un nuovo trapianto.

Altri 50 gg di ospedale, ma la malattia non vuol sapere di andarsene via.

A questo punto grazie alla collaborazione tra il COM di Modena e l’ospedale San Raffaele di Milano vengo a sapere che c’è la possibilità di un trapianto aploidentico da familiare.

Con grande fortuna tra me e mio figlio Marco c’è oltre il 66% di compatibilità.

Il 12 e 13 marzo vengo sottoposto a nuovo trapianto di cellule staminali, rimango 1 mese in ospedale a Milano e successivi 3 mesi per controlli.

Passo mille traversie, un citomegalovirus che per mesi non mi dà tregua, un rigetto (graft) che ha lasciato molti segni fisici sul mio corpo in particolare occhi, mani, piedi, epidermide.

Tra qualche giorno sarà Natale, il primo con la consapevolezza che il peggio è passato e di un futuro normale come tutte le persone al mondo.

Posso dire grazie al Com di Modena che mi ha salvato la vita e all’UTM del San Raffaele

di Milano che mi ha guarito.

Devo dire grazie a molti:

ai miei genitori, 2 persone fantastiche che hanno fatto di tutto per me per alleviare il mio dolore interiore di persona ammalata,

mia cugina Emanuela che ha dato la sua disponibilità per il prelievo delle cellule staminali, medici e infermieri del Com di Modena e UTM di MIlano, agli psicologi dell’AIL di Modena e Milano,

all’AIL di Milano che mi ha trovato un alloggio a Milano e ha contribuito a metà delle spese.

Grazie ai ricercatori che con i contributi dell’AIL hanno permesso di trovare le cure necessarie per la guarigione.

Grazie ad amici e colleghi di lavoro che non mi hanno mai lasciato solo, specialmente i miei colleghi che tutti i giorni si informavano sullo stato della malattia.

La vita è meravigliosa, con amore dai la vita a un figlio che dopo 20 anni te la restituisce:

entrambi adesso abbiamo lo stesso midollo osseo.

Una preghiera a Nostro Signore e a Padre Pio per la grazia ricevuta e un pensiero particolare a mio fratello Marco che dall’alto mi ha protetto.

E per ultimo grazie alla mia volontà e alla forza di non arrendersi mai e grazie al mio fisico integro

ho vinto questa meravigliosa battaglia per la vita.

Un pensiero ai giovani che leggerano queste righe:

cercate di non fumare, non eccedete negli alcolici, conducete una sana vita, fate molto sport e soprattutto credete in Voi stessi.

Un ricordo per le persone che hanno affrontato con me la malattia e non ce l’hanno fatta:

resterete per sempre nel mio cuore.

Vorrei che questa mia avventura potesse essere di aiuto per chi in questo momento

soffre e di speranza per i loro familiari.

Mauro Rossetti

 

posted under Una Lettera a Te
2 Comments to

“Lettera di una persona malata”

  1. On Gennaio 3rd, 2011 at 10:24 Luigi Says:

    Caro Gesù Bambino

    Ti chiedo scusa se tra i mille problemi di questo mondo io mi soffermo a chiederti qualcosa sulla malattia di. mio padre. Come tu sai, per me il Santo Natale è stato un andirivieni tra l’ospedale e casa. Non c’è stato quella attesa bellissima degli altri anni che è l’Avvento. Abbiamo fatto il presepe a casa piu per tradizione e fede, ma alcune funzioni speciali come la Messa di mezzanotte non è stata possibile andarci.
    Ci è capitato di essere sballottati tra ospedali e medici vari dicendoci che era impossibile intervenire per via dell’età del paziente e del male in stato avanzato. Inutile spenderci troppo tempo, il cancro o tumore è la malattia più atroce e temibile dei nostri tempi. A me sorge spontaneo farti una domanda: “ Se si trovasse l’antidoto a questo brutto male del secolo che fine farebbero le strutture preposte alle terapie e i tanti medici che lavorano in questo campo visto che i loro reparti sono zeppi di pazienti?” A me viene spontaneo da pensare e lo ammetto Signore Gesù Bambino con una certa cattiveria, che la Ricerca non vuole trovare il rimedio a tale male. visto il business che porta un tale evento. Poi leggo il rovescio della medaglia è dico:” Possibile che per far fronte a dio danaro si fa soffrire e morire gente di tutte le età ?”
    Come Tu sai papà è stato operato tre anni fa e nessun medico ne tantomeno il chirurgo che lo ha operato ci ha detto che le persone operate allo stomaco devono essere periodicamente controllate con frequenti gastroscopie perchè la cicatrice formatasi dal precedente intervento può diventare luogo di partenza di un eventuale tumore.
    Ora a distanza di tre anni siamo in una situazione terminale con il male che galoppa a vista d ‘occhio. Capisco o Gesù Bambino che l a professione del medico è nobilissima e affascinante ma anche delicatissima e difficile però dovrebbero avere il coraggio di essere più corretti con le persone indipendente se loro clienti o meno. Io avrei voluto la Tua Chiesa Gesù Bambino più vicina a queste famiglie con problematiche gravi, invece mi ritrovo con la solidarietà di qualche amico vero che ti sostiene con la preghiera e con la solidarietà di una visita o di una telefonata.
    Voglio terminare con questa massima.
    Ricordi sempre che è il nostro corpo ad invecchiare, ma non la nostra sensibilità di esseri umani Con gratitudine. Luigi

  2. On Settembre 23rd, 2011 at 09:12 Cristina Says:

    Due storie, due esperienze diverse. Conosco il sapore di un piccolo boccone condiviso con ciascuna delle due, per situazioni che anche io ho dovuto affrontare e sto affrontando.
    Abbraccio Mauro per la sua iniezione di speranza e fiducia.
    E abbraccio Luigi, figlio come me, che si è trovato a dover percorrere insieme al genitore una strada sconosciuta senza avere la disponibilità di un navigatore che ti aiffianca.
    Ad entrambi va il mio grazie per avere arricchito il mio cuore e il mio augurio di BUONA VITA
    Cristina

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