Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Guido Speranza – 47

Maggio25

Quando Guido lesse la mia risposta, rimase colpito dalla frase “… in quanto vostra, Daria, sua moglie, può permettersi di farle la proposta dell’invalidità”

Quelle parole lo mettevano in discussione su chi era il proprietario della sua malattia.

Tra sé e sé pensava:

“Sì … tutte belle parole … ma alla fine chi se la porta addosso questa malattia? … Io … e poi se faccio tanto di lasciare più spazio a Daria, a me cosa rimane da controllare? … Non sono un pacco che mia moglie porta in giro a suo piacere … fare la domanda di invalidità vuole anche dire andare davanti ad una commissione di medici … o di chissà chi … che deve decidere se è vero … o meglio, quanto è vero quello che tu racconti … sta a vedere che devo pure elemosinare a qualche medico la sua pietà o compiacenza! … magari devo fare la faccia triste … quella mi viene bene, perché intanto ce l’ho già … venerdì ho fatto la terapia, ora mi sento rimbambito e nauseato … mi sento io così … non Daria … quindi alla fine sono io da solo che sto male … uffa che vomito! … e questa dottoressa mi scrive pure che devo pensare che anche Daria porta la malattia … probabilmente la dottoressa non è malata come me … Daria poi sta bene, anche lei è sana … come lo ero io fino a poco tempo fa …”

All’idea di Daria sana associò subito l’idea di quando lui non sapeva di essere malato … doveva esserci stato un periodo di tempo in cui si credeva sano, ma la realtà era un’altra …

“…E se anche Daria si ammalasse? Può succedere” pensò “certo che sarebbe proprio da poveretti … “

Gli venne naturale immaginarsi la scena e per un attimo invertì le parti e si pensò accudente nei confronti di sua moglie.

Si era messo con la fantasia a sedere sulla sedia di una Daria malata ed osservava la storia da quell’altra angolazione e “certo” si disse “io farei esattamente quello che sta facendo lei … o forse, chissà … forse rimarrei più distante … forse dopo la prima risposta da stronza che lei mi dà … tipo quella che gli ho dato io venerdì … sì, forse me ne starei alla larga per un po’…”

Meditò a lungo nel fare l’esercizio, con la sua immaginazione, del “Se io fossi al posto di mia moglie”

Poi stampò la mia risposta insieme alla lettera che mi aveva inviato e ripose i fogli in una cartellina rossa su cui attaccò un’ etichetta  con scritto: “Cose di Guido”.

L’appoggiò sul tavolo e per l’ennesima volta, in quella giornata, si diresse verso il bagno. La nausea gli stava facendo compagnia dal giorno precedente.

Daria lo sentì camminare lungo il corridoio e, senza uscire dalla stanza in cui si trovava, gli disse ad alta voce:

“Se hai bisogno sono qua … approfitta di me oggi che sono in buona …”

Guido si fermò qualche secondo ed ebbe bisogno di ripetersi la frase della moglie … Daria aveva chiesto un giorno di ferie per rimanere a casa con lui, perché non era tranquilla a lasciarlo solo … “lo faccio per me non per te” gli aveva comunicato alla mattina.

A Guido venne naturale fare lo sforzo di non pensare alla sua nausea, perché percepì più forte il bisogno di sistemare una cosa che gli sembrava d’aver lasciato in sospeso.

Tornò nello studio senza rispondere a Daria; era troppo assorto nelle sue scelte per perdere la concentrazione del momento.

Arrivato alla scrivania riprese in mano la cartellina rossa e con la penna blu aggiunse sull’etichetta: “… e di Daria”

Poi andò dalla moglie e gliela porse dicendole: “Quando hai tempo leggi …” e uscendo dalla stanza aggiunse  “ … sono discorsi che riguardano entrambi …”

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3 Comments to

“Guido Speranza – 47”

  1. On Maggio 26th, 2011 at 15:02 Piermarina Says:

    sì, sono discorsi che riguardano entrambi……anzi tutta la famiglia.

  2. On Maggio 18th, 2017 at 13:14 Coralie Says:

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