Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Consulenza Psicologica: La malattia motiva una persona al cambiamento di sé?

giugno21

A volte le persone mi chiedono perché, nonostante la malattia, non siano cambiate.

Allora io domando loro:

“Perché qualcuno dovrebbe modificare aspetti del proprio comportamento solo perché si è casualmente ammalato?”

La risposta, solitamente, è la medesima:

“Come perché? Perché con questa cosa che mi è capitata pensavo che fosse ovvio e doveroso migliorare …”

In effetti altri mi raccontano di essere migliorati proprio “grazie” alla malattia:

“Forse, se non ci fosse stata questa bestiaccia, sarei rimasto come prima … avrei dato per scontato tante cose …”

Sarà vero che alla malattia debba essere attribuito il merito dei cambiamenti individuali e relazionali degli esseri umani?

E’ certo che una malattia condiziona le vite delle persone che coinvolge entrando prepotentemente nelle loro famiglie, determinando un trauma da superare. Si rivivono nel presente esperienze del passato:

“Quando mi sono ammalato ho ripensato a come mio padre aveva affrontato la sua malattia … ho ripensato al mio amico … ho pensato che non ce la farò, proprio come è capitato a mia sorella”

Ognuno ha associato, nella propria mente,  più significati ed immagini alla parola “malattia” ed improvvisamente l’antica memoria si presenta a far rivivere emozioni che si credevano scordate.

Bisogna sempre fare i conti con le proprie rappresentazioni mentali, con le idee confuse che affollano la mente e l’anima, come se fosse necessario trovare la risposta ad un unico interrogativo: la malattia può cambiare o no le persone?

C’è chi innalza aspettative irraggiungibili pretendendo da se stesso e dagli altri trasformazioni impossibili da realizzare, perché non motivate da bisogni interni.

In realtà si cambia solo se si desidera cambiare, se si pensa di dover cambiare, ma soprattutto se si vuole cambiare.

Molti sentono la necessità di trovare una logica in quanto accade loro e nella volontà di soddisfare quest’esigenza rischiano di attribuire meriti alla malattia e non a se stessi.

La malattia è una lente di ingrandimento che mostra gli esseri umani per come sono:

chi trasforma aspetti del proprio carattere, riesce in quest’impresa perché si dà il tempo di riflettere su se stesso.

Allora ecco una terza interpretazione:

il merito delle trasformazioni appartiene sempre e solo a colui che decide del proprio stile di vita, non è mai della malattia.

4 Comments to

“Consulenza Psicologica: La malattia motiva una persona al cambiamento di sé?”

  1. On giugno 24th, 2011 at 11:44 simonetta Says:

    salve….il mio fidanzato ha subito un trapianto di staminali 3 anni fa per curare la leucemia….leggo di storie di persone cambiate in meglio, motivate e migliori di prima…lui invece è cambiato…ma in peggio e questo non l’ho visto solo io, ma anche suoi amici di infanzia…..è molto aggressivo, cinico, sempre depresso (è in cura per questo), senso di inferiorità, impotenza ecc…sembra che abbia ereditato la personalità del fratello donatore….L’Angelo buono e dolce che conoscevamo è solo un ricordo….come mai?? non riusciamo a dare una spiegazione..eppure non l’ho mai abbandonato un istante durante il difficile cammino….ho anche chiesto spiegazioni se è dovuto magari che non è più innamorato di me….eppure non ho mai una chiara risposta che dia una spiegazione e,anche io, sto gettando, ormai esausta, la spugna…

    grazie

  2. On giugno 25th, 2011 at 23:56 Linu Says:

    Cosa posso dire…dopo il mio rientro dopo 2 mesi di malattia cosa è cambiato di me e al lavoro? E’ vero non è la malattia che ha cambiato qualcosa in me. Ma è nel vivere questo particolare disagio, dipendere da qualcuno.. non potersi muovere o respirare da sola. Oggi dopo tutto ciò devo dire che ascolto un pò di più cosa mi dice il corpo,nelle sue fatiche e capacità residue. Non forzo più nemmeno nel cercare di voler arrivare o farmi vedere a farcela. Accolgo i limiti e mi rispetto. Inoltre ora nell’Hospice quando mi avvicino ai pti o uno sguardo diverso rispetto a prima.E’ come se a pelle sò cosa stà provando la persona che ho davanti a me . Mi stupisco perché non stò male cioé non proietto su chi ho davanti il mio vissuto,l’accolgo e ascolto anche le sfumature della voce cosa rimandano a me. Si la malattia mi ha nuovamente cambiato in meglio per me. Ogni realtà che vivo di fatica o sofferenza mi vengono a dire qualcosa! c’é un imperativo che smuove in me un passo avanti. E ciò che conta vivo giorno per giorno accogliendo ciò che posso fare… non faccio progammi. Ciao Linu

  3. On luglio 5th, 2011 at 17:47 AndreaR Says:

    E’ vero, se ripenso a questi 5 (lunghi) anni, e mi guardo indietro, mi rendo conto di quanto sono cambiato.
    Sinceramente non saprei dire quando/come è successo.
    Forse è stato il tempo a fare la sua parte, forse… non so.
    A volte mi capita di chiedermi dove ho trovato la forza, e se ne avrò ancora per quello che c’è ancora da fare.
    Però, se devo essere onesto con me stesso, non trovo proprio meriti da attribuirmi, mentre ne trovo tanti per le persone che mi sono state vicino in questi anni.

  4. On agosto 5th, 2012 at 00:45 Le domande da porsi nelle storie di malattia | Quando la vita cambia colore Says:

    […] Il 21 giugno ho pubblicato l’articolo “La malattia motiva la persona al cambiamento di sé?” […]

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