Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Riflessioni di chi ha vinto il cancro

Settembre23

Ringrazio Nicoletta per la sua testimonianza … le persone non sono sempre come appaiono … a volte, spesso … ci sbagliamo …

Dopo essere stata ricoverata al dodicesimo piano dell’ospedale di Genova, vennero alcuni infermieri e mi chiesero:

“Sei di Modena? Conosci Gianluca??? Forteeee Gianluca!! Ci siamo fatti delle pazze risate con lui specie di notte quando eravamo di turno … è stato trapiantato il mese scorso ed è appena tornato a casa …”

Gianluca è un ragazzo più giovane di me (io ho 34 anni e sono molto più vecchia di lui che ne avrà su per giù una ventina); l’ho intravisto a volte in Day Hospital, ma non fa parte del mio gruppo e non abbiamo mai avuto occasione né voglia di scambiare due chiacchiere insieme … so che ha un problema serio … sì, sì Gianluca sempre con la bandana in testa (noi chemiotrattati adoriamo la moda della bandana) sorridente e scherzoso, ma con lo sguardo altero e sborone di chi è conscio del fatto di essere un gran bel ragazzo e che fa il galletto con Chiara l’infermiera.

A me non sta simpatico, anzi direi proprio che mi sta su …

Passano i giorni, un mese, un mese e mezzo e finalmente a Genova mi licenziano, vengo dimessa … torno a casa con i miei miserissimi globuli banchi, ma con una meravigliosa mascherina verde che mi copre e protegge naso e bocca (questa moda a noi chemiotrattatati piace molto meno).

Saluto e ringrazio tutti e Paolo, l’infermiere migliore del mondo, si raccomanda:

“Salutami Gianluca!”

Il giorno dopo è un lunedì e torno in Day Hospital a Modena e mentre mi prelevano il sangue per le analisi dico a Chiara:

“Senti, a Genova mi chiedevano tutti notizie di Gianluca, come sta???”

“E’ ricoverato in questo momento … è in reparto …”, ma dal tono della voce con cui me lo dice, ho una gran brutta sensazione …

Peccato non possa andare in reparto, sono immunodepressa e la dottoressa me lo nega fermamente … peccato! Gli volevo portare i saluti di Paolo e Co. e dirgli di farsi vivo con loro.

Attendo gli esiti degli esami del sangue con il mio gruppo, forse dovrò fare una trasfusione di piastrine … allora chiacchiero, il tempo in questi momenti è eterno, ma ad un tratto sento una voce in un altro gruppo che dice:

“Hai saputo di Gianluca ??? … cosaaaaaaaaa ???”

Il panico ha il sopravvento.

“Sabato sera era fuori con gli amici, si è sentito poco bene ed è svenuto. Era mezzanotte e gli amici lo hanno portato qua al pronto soccorso ed i medici lo hanno ricoverato … tremava e piangeva … aveva tanta paura … ora è in camera sterile …”

Passano le settimane ed io non ho il coraggio di chiedere nulla, nessuno tocca l’argomento, non posso andare in reparto … ma una mattina vedo che tutti hanno gli occhi gonfi e rossi, anche la dottoressa … non chiedo nulla … credo di avere capito.

La mia paura era fondata!!!

Mi spiace Gianluca, mi spiace per averti giudicato altezzoso, mentre invece forse stavi solo difendendoti da quei mostri che ti riempivano la mente.

La tua amara allegria era riuscita a rendere felici e divertire altre persone.

Mi spiace perché ero stata invidiosa del rapporto che avevi instaurato col personale a Genova, mentre io sapevo solo piangere, ero noiosissima.

Mi spiace perché non ti ho mai conosciuto come avrei dovuto e non ci siamo mai parlati.

Mi spiace di non aver avuto modo ed onore di essere tua amica.

Conservo ancora le mie bandane vicino alla parrucca che usavo allora e quando mi capita di guardarle … ti vedo sorridente ed altezzoso.

Conservo sempre il tuo ricordo.

Mamma quanto mi spiace!!!

Tu hai pianto solo una volta … ma avevi ragione

Ma mi raccomando … lassù dove sei ora … continua a sorridere, ma smettila di fare lo sborone!!

Un bacio

Nicoletta

 

 

posted under Una Lettera a Te
3 Comments to

“Riflessioni di chi ha vinto il cancro”

  1. On Settembre 23rd, 2011 at 09:16 nicoletta galli Says:

    arrivederci Gianluca

  2. On Settembre 23rd, 2011 at 22:28 fulvia Says:

    Non e’ facile,nonsempre puoi o vuoi chiedere.Avresti voglia di correrle in contro quando li rivedi in quelle sale d’aspetto ormai sempre affollate,ma non sai,perche’ quelle attese sono per altro.Ti fai sfuggire il momento giusto,forse perche’ non vuoi esere invasiva,forse perche’ appunto quello sguardo che ti arriva o che dai,non e’ dei migliori.Non e’ facile,cerchi in qualche modo,ma non sempre lo trovi.Ti affidi poi agli umori,agli sguardi,agli occhi,delle infermiere,dei dottori e del resto del personale per intuire chi.La certezza che hai e’ pero’ la forza e il coraggio,che con queste persone hai condiviso,seppur inconsapevolmente.La voglia di vincere,perche’ la forza per combattere non sempre riesci a trovarla,questo li accomuna e loro ne sono consapevoli di questo,sono solidali fra loro.

  3. On Maggio 18th, 2017 at 12:43 Amber Says:

    Comme disait le Schtroumpf grognon : « Moi j’aime pas les poètes engagés ! » Les Schtroumpfs au Salon du Livre , Peyo, p. 27.PS : Je ne suis pas de ces lecteurs qu’on attrape avec du vinaigre. Je ne me sens pas concerné par l&oussr;esclavagiqme ! J’assume ma blanchitude.

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