Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Quando si parcheggia si può essere gentili

Gennaio10

Nel parcheggio del Centro Oncologico non si trova mai posto.

Stamattina sono arrivata tre minuti e diciannove secondi dopo il solito.

Era già troppo tardi.

Ho pensato: “Accadicci, chissà quanto tempo perderò!”

Un signore anziano davanti a me è stato più fortunato, ha trovato subito il parcheggio.

Lo guardavo “smanovrare” mentre cercava di entrare in uno spazio largo come se fosse stretto.

Mi sono detta: “Pure lui ci si mette a farmi perdere tempo!”.

Alla fine ho capito.

Ha parcheggiato il più vicino possibile ad una delle due macchine che delimitavano lo spazio che avrebbe potuto occupare comodamente.

Dirò di più, non poteva più uscire dalla portiera del guidatore e con un certo sforzo, calcolando l’età, è uscito da quella del passeggero.

Ho abbassato il vetro per dirgli: “Ma lei è gentilissimo!”

“Così lascio lo spazio per un altro … Secondo me ci sta anche lei … Sa com’è … del resto è già triste venire qua che se non ci aiutiamo per queste piccole cose …”

Io non ho perso tempo, lui ha fatto uno sforzo più che apprezzato, non difficile da mettere in pratica, ma inusuale da pensare.

Io, una cosa così, non l’ho mai vista.

A volte basta poco, in effetti.

posted under Incontri
2 Comments to

“Quando si parcheggia si può essere gentili”

  1. On Gennaio 10th, 2012 at 21:50 concetta Says:

    peccato, però, che la solidarietà è una peculiarità dei malati e dei familiari e non coinvolge tutte quelle persone che non essendo state toccate, per fortuna, da certe situazioni, sono così ostili e piene di se che si sentono in diritto di calpestare il dolore e la dignità di chi invece si ritrova a combattere nel quotidiano con un qualcosa di cui avrebbe fatto volentieri a meno……

  2. On Marzo 24th, 2012 at 08:49 Cristina Says:

    Non sempre la solidarietà è frutto di un cammino di dolore.
    Per me è frutto di un sentimento di attenzione verso l’altro che si trova radicato nel nostro cuore. Sta a noi non farlo soffocare da mille altre cose.
    A volte è scomodo perchè nella società moderna le attenzioni verso il nostro ” vicino ” sono inutili in quanto non portano nessun tornaconto materiale al nostro vivere. Ma riempire il cuore di piccoli gesti, a volte anche segreti perchè non tutti li riescono a percepire o ad apprezzare, rende la vita migliore. Io lo chiamo il ” servizio segreto “. Piccole attenzioni che cerco di dare a chi mi sta vicino, conoscente o no. E posso dire che…MI PIACE. Forse a forza di piccoli segni riusciremo ad accendere un bel falò anche tra gli spazi più scuri.
    Buona vita a tutti.

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