Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Medicina Narrativa: la co-costruzione di un linguaggio condiviso

Febbraio13

Vi avevo detto del Convegno “NAME 2 – Ora è un’altra storia”.

Per me è stato particolarmente interessante  il pomeriggio con gli interventi del prof. Guido Giarelli, che ha sottolineato il passaggio di prospettiva da Medicina Narrativa a Narrazione nella Medicina utilizzando il Dialogo tra chi soffre e chi cura; il giornalista Giuliano Pepe ha ipotizzato la necessità della figura dello Psicologo di Base nell’idea che, come il Medico di Medicina Generale, possa affiancare i medici nei loro percorsi di cura; la dottoressa Domenica Taruscio, Direttore Centro di Malattie Rare, Istituto Superiore di Sanità, ha evidenziato la necessità di sensibilizzare chi lavora nell’ambito sanitario ad approfondire e sviluppare le proprie capacità comunicative e relazionali.

Cosa posso aggiungere?

La Narrazione in Medicina è la possibilità di co-costruire un linguaggio condiviso tra gli attori della scena di cura: malati, familiari, medici, infermieri e psicologi.

Chiunque lavora nell’ambito sanitario si accorge che chi riceve la cure deve apprendere un linguaggio ed una logica emotivamente relazionale differente da quella di partenza, perché, come neofita del percorso di cura, deve imparare a muoversi in un ambiente diverso; chi presta le proprie cure, invece, deve riuscire a farsi comprendere da chi ha di fronte.

Nulla può essere dato per scontato.

In questa dimensione, la Narrazione in Medicina può permettere una maggiore conoscenza delle e tra le parti in causa. E’ uno strumento, in realtà non nuovo, perché da molto tempo si sa che l’ascolto tra le persone consente una migliore collaborazione. La novità è nella volontà di più figure professionali (malati, familiari, medici, psicologi, sociologi, antropologi, infermieri, counselor, esperti di comunicazione in genere) di collaborare per migliorare la comunicazione tra chi cura e chi si cura riconoscendo significato e importanza alle proprie ed altrui emozioni.

Tutto qua?

Si, ma la strada è ancora lunga.

3 Comments to

“Medicina Narrativa: la co-costruzione di un linguaggio condiviso”

  1. On 16 Febbraio, 2012 at 23:19 concetta Says:

    un inizio è sempre un inizio, il mio augurio è che la burocrazia non vi ostacoli. in bocca al lupo

  2. On 17 Febbraio, 2012 at 19:06 Linu Says:

    Mi viene questa immagine gli animali quando si incontrano si annusano cosi è per chi si incontra soppratutto dove c’è chi soffre e non ci si conosce. Il corpo deve trovare un linguaggio diverso al di là delle parole. Anche solo uno sguardo a volte basta per annusare che aria tira se la porta è aperta…… Forse abbiamo perso il contatto con i nostri sensi ragioniamo troppo di testa, le sensazioni a pelle le abbiamo dimenticate ! La musica a volte può essere utile per lasciar passare le emozioni… ciao Linu

  3. On 21 Aprile, 2012 at 19:21 "Gli presi la mano e gli chiesi come stava" | Quando la vita cambia colore Says:

    […] In attesa che il collega mi portasse la cartella con gli esami, gli presi la mano e gli chiesi come stava. […]

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