Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

L’esperienza di un’infermiera

Marzo1

Ringrazio Inf. G. per la sua preziosa testimonianza professionale che risponde alla domanda “Quella volta ho capito che …”. Il lavoro del prendersi cura degli altri richiede una particolare attenzione sia della comunicazione verbale che di quella non verbale.

Lo sguardo, il tono della voce, i gesti e tutto ciò che non è linguaggio verbale, può dire ugualmente molto della persona con la quale si interagisce che sia il malato, il familiare o il “collega”.

 

In ottobre dell’anno scorso uno dei miei anziani ha iniziato ad accusare un dolore sottocostale. Si sono aggiunte difficoltà di respirazione. Il paziente non si è mai lamentato, mi raccontava del suo dolore come risposta alla mia domanda: “Come sta?”.

Ho segnalato il problema al dottore, che ha iniziato ad aumentare il Tachidol, ma non era sufficiente. E’ stato eseguito un RX al torace con conferma di tumore polmonare.

Avendo un contatto quotidiano con l’anziano ho visto aumentare sul suo volto la sofferenza.

Ho chiesto al medico di struttura  di  iniziare la cura con morfina in infusor e domandare la consulenza del medico palliativista.

La sua risposta è stata: “A lui non serve a niente”.

Non ero d’accordo con lui.

Continuando a vedere questa persona che soffriva in silenzio, non protestava e non chiedeva, ho deciso di chiedere io per lui.

Per due settimane, giorno per giorno, ho chiesto di applicare l’infusor.

Ci sono riuscita.

Accompagnare l’anziano alla morte mi ha permesso di vedere, che dal punto di vista del dolore era migliorato.

L’infusor e’ stato applicato 3 giorni prima della morte, troppo tardi, per vedere la faccia dell’ anziano completamente senza dolore.

Ho capito che come infermiera devo essere anche una portavoce delle persone che non hanno la forza o possibilità di far valere i loro diritti: il diritto alla morte dignitosa senza dolore.

Non posso fermarmi davanti ai “no” dei superiori.

Inf. G

One Comment to

“L’esperienza di un’infermiera”

  1. On Febbraio 28th, 2013 at 12:07 FIORE Says:

    bella testimonianza. sono al terzo anno d infermieristica e a finne anno devo presentare la tesi .Quest’ultima si riferirà all’esperienza infermiera al pronto soccorso avrei bisogno di aiuto per realizzare questa tesi ; se qualcuno potrà aiutarmi gentilmente! mille grazie

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