Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

L’uomo su una gamba

Agosto18

Ogni giorno, in riva al mare, vedevo un uomo con una gamba sola.

Osservavo l’eleganza dei suo movimenti. La gamba gli era stata amputata fino al ginocchio; gli rimaneva solo la coscia. All’ora in cui lo incontravo, era sempre nella stessa posizione. In piedi, in costume, parlava con i suoi amici ed intorno i bambini correvano giocando con l’acqua e la sabbia. Aveva due stampelle: su una faceva leva con la mano, sull’altra, per mantenere l’equilibrio mentre chiacchierava, appoggiava la coscia. Fisicamente era un bell’uomo. Il suo torace ampio ed i bicipiti muscolosi erano allenati come quelli di uno sportivo che ama il proprio corpo.

Mi sono domandata quanto grande potesse essere la sua sofferenza, anche se non traspariva nulla. Se Degas l’avesse incontrato avrebbe fermato sul foglio bianco la disinvoltura, la semplicità e la complessità del suo movimento, come era solito tratteggiare le sue ballerine.

Io non sono Degas e mi limito a descrivere la scena che ho visto per la serenità e leggiadria che trasmetteva, nonostante quella gamba amputata.

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