Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Un racconto per non dimenticare un incontro

Settembre3

Ringrazio Egle per questo suo racconto.

Ci sono incontri che lasciano insegnamenti preziosi e si narrano perché non vadano persi … 

 

10 dicembre

Era un tiepido pomeriggio di inizio inverno, era il 10 dicembre.

Nell’aria si respirava già l’allegra atmosfera del Natale e il sole brillava tiepido illuminando le cime.

Io, estranea a quella bella giornata, mi accingevo ad entrare in una nuova casa per conoscere una nuova persona con cui avrei condiviso un breve, ultimo, percorso …

Anche quel giorno, come molte altre volte, mi interrogavo fra me e me sulla necessità della mia presenza in quel luogo e il perché della mia scelta di essere lì …

Come sempre entrai in punta di piedi, ostentando grande sicurezza ma con il cuore gonfio di interrogativi e di paure.

Nella stanza si respirava grande sofferenza e dolore ma, stranamente, anche grande serenità.

Mi avvicinai al letto e vidi due occhi azzurri che mi fissavano e un volto rilassato che mi diceva: 

“Che begli occhi azzurri che ha …”

Io di rimando risposi:

“Sono belli perché si specchiano nei suoi che sono altrettanto azzurri “

Cominciò così la nostra conoscenza fatta di discorsi sul tempo, sulla neve, sulla vita, sul dolore e sulla sofferenza … parlammo di tutto e io, che ho imparato con il passare degli anni, che con le persone alla fine della vita non si fanno mai parole inutili, ascoltavo tutto con estrema attenzione: il tempo per conoscersi è poco e bisogna sfruttarlo bene!

Alla fine della mia visita strinsi forte la mano al mio interlocutore e lui mi disse:

“Oggi è Natale!”

Pensai che forse la malattia o forse i farmaci, lo avevano confuso e allora gli feci  notare che eravamo sì a dicembre, ma Natale era dopo 15 giorni. 

Lui mi guardò e mi disse: 

“Oggi ci siamo conosciuti, oggi abbiamo parlato, oggi ho ricevuto un grande dono perciò, per me, oggi è Natale”

Immediatamente ho capito … mi voltai e cercai di ricacciare indietro le lacrime che mi pungevano gli occhi; capii immediatamente che la vita è un dono e a volte una piccola cosa illumina di significato una giornata qualunque; capii che non può esserci gioia se non si conosce anche il dolore … capii che cosa ci facevo io lì, quel giorno, il 10 dicembre … forse Natale …

Egle

Email will not be published

Website example

Your Comment: