Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Salvatore Iaconesi: la Cura open source

Settembre12

Salvatore Iaconesi è un esperto di tecnologia che è passato dal mondo dei non-malati a quello dei malati.

La particolarità della sua storia va oltre all’azione che ha compiuto: ha deciso di usare il web per curarsi, o meglio, per trovare La Cura.

Ha postato un video e creato un sito ad hoc dove tutti possano inviare le proprie proposte di cura, non solo mediche ma anche psicologiche, infermieristiche, spirituali, artistiche o altro.

A differenza di quanti, conoscendo la propria diagnosi, si tuffano nello spazio virtuale per trovare spiegazioni che li possano aiutare a comprendere la loro condizione, Salvatore ha fatto il processo inverso. Ha messo tutti i suoi dati in rete, compresi di risonanze e TAC, e poi ha chiesto ai frequentatori del web di trovare le possibili soluzioni al problema, ognuno dal proprio punto di vista. In sintesi: il web diventa spazio di soluzione e di ricerca e non solo di solitaria navigazione alla ricerca di qualcosa di utile per sé.

Tutte le persone che si ammalano ed i loro familiari hanno, almeno una volta, navigato in internet cercando di interpretare quel che leggono per adattarlo alla propria situazione. In questo caso tutto cambia: la persona malata inserisce i propri dati e gli altri, gli “esperti”, propongono la loro CURA.

Nella sua scelta terapeutica, perché è di questo che si tratta, Salvatore ha optato per la condivisione della sua storia, o meglio della sua persona, mostrando tutto se stesso, dentro e fuori.

In tanti hanno raccontato e raccontano le loro storie di malattia e di cura, ma mai nessuno si era spinto così avanti chiedendo un aiuto all’esterno. Di solito chi racconta fa emergere il proprio punto di vista e narra di come ha vissuto o vive il suo percorso.

Salvatore non fa questo, fa molto di più, costruisce uno spazio virtuale, La Cura, dove ogni professionista del mondo della malattia possa raccontare la propria esperienza professionale per proporgliela.

Salvatore fa cambiare il punto di osservazione del lettore che da passivo deve diventare un attivo “consulente” e va così a  sottolineare l’importanza di un modello di cura globale che rispetti, nell’essere umano, non solo la parte prettamente medica e scientifica, ma anche quella psicologica, spirituale, sociale, artistica e creativa.

Come a dire che l’uomo è fatto di tante parti e non se ne può privilegiare una a scapito delle altre.

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