Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Parlami, ti ascolto in silenzio …

Settembre21

Il post “Ha attraversato la strada per non salutarmi …” ha suscitato diverse osservazioni da parte vostra. Tutte molto interessanti, alcune pubblicate nei commenti, altre mi sono arrivate via mail. Oggi pubblico quella di Sara Crimi che ha scritto un commento e non vorrei che qualcuno di voi l’avesse perso. Ci sono almeno tre motivi per la mia scelta:

  • racconta con gli occhi, il cuore e la mente di una donna un’esperienza che appartiene all’adolescente che è stata;
  • la sua narrazione è dal punto di vista dei non-malati;
  • evidenzia un elemento importantissimo: occorre riconoscere sempre il dolore dell’altro ascoltandolo e capita che non sia necessario esprimere sempre le proprie idee.

Grazie a Sara Crimi per la disponibilità a partecipare al mio blog con la sua storia.

 

Tanti anni fa un’amica si ammalò gravemente di un tumore che se la portò via in meno di due anni. Eravamo giovanissime, 13 anni appena, e di certo non disponevamo degli strumenti necessari per parlarci. Quando andavo a trovarla, cercavo di “distrarla”, le raccontavo di me, le parlavo come se niente fosse. E lei, per quel che poteva, ascoltava e rispondeva a tono. Il tumore aveva fatto di lei un’adulta e, oggi, capisco che mi ascoltava con indulgenza, perché aveva capito cose che erano fuori dalla mia portata di allora. Negli anni ho rifatto questa esperienza, ho perso altre amiche a causa di malattie tanto gravi quanto fulminanti, ma, sia perché ero un po’ più grande sia perché quella prima esperienza mi aveva insegnato tanto, ho smesso di cercare le parole di circostanza. Ho imparato a dire “non so cosa dire, sono devastata e senza parole”. Lo faccio anche ai funerali. Davanti a certe tragedie ci sentiamo spesso in dovere di commentare o di dire qualcosa di intelligente, di rado ci riusciamo. Meglio ammettere di essere senza parole, perché se a un’amica muore un figlio non c’è niente da dire se non riconoscere, con profondo rispetto, il suo dolore. Se a una tua amica di vent’anni viene diagnosticato un tumore incurabile, non c’è da dire “magari trovano una cura”. È un po’ come invitare un malato alle Maldive: la mancanza di rispetto, a mio avviso, non sta tanto nel proporre una cosa fuori dalla portata della persona, quanto nel non “vederla” per ciò che è in quel momento, nel farla sentire trasparente. Occorre imparare a rendere onore alle persone per ciò che sono, anche quando mettono in difficoltà il nostro senso del pudore davanti alle malattie.

Sara Crimi

3 Comments to

“Parlami, ti ascolto in silenzio …”

  1. On Settembre 21st, 2012 at 15:18 Piermarina Says:

    grazie.

  2. On Settembre 21st, 2012 at 16:13 Francesca Says:

    Concordo pienamente!a volte è semplicemente meglio non dire nulla!basta un gesto!

  3. On Settembre 24th, 2012 at 16:09 Il dolore che provoca disagio ... | Quando la vita cambia colore Says:

    […] dolore che provoca disagio … settembre24  Come anticipato nel post “Parlami, ti ascolto in silenzio” in diversi mi hanno scritto in riferimento a quanto raccontato in “Ha attraversato la strada per […]

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