Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Il dolore che provoca disagio …

Settembre24

Come anticipato nel post “Parlami, ti ascolto in silenzio” in diversi mi hanno scritto in riferimento a quanto raccontato in “Ha attraversato la strada per non salutarmi”.

Ringrazio Monica per la sua mail e per l’autorizzazione a pubblicarla.

E’ importante conoscere il pensiero e lo stato d’animo sia del malato che del familiare. Monica, con la sua testimonianza, mi permette di sottolineare con maggior forza il ruolo di quest’ultimo.

 

Ti scrivo in merito a quanto pubblicato sul tuo blog, cioè alle persone che fanno finta di non vederti per non salutare.

Capisco … da non malati spesso si fanno figuracce, la cosa migliore è comportarsi in maniera naturale, essere partecipi del dolore altrui senza strafare con gli “addolcimenti”, si rischia di cadere nel patetico!

Non hai menzionato però un’altra categoria che spesso ha difficoltà a relazionarsi con i non-malati

I famigliari dei malati o chi ha subito un grave lutto. Io mi sono sentita emarginata, e non esagero, la gente aveva paura a parlare con me, mi sentivo esclusa, e non lo sono stata, esclusa. Poi ci sono le uscite poco felici. Me ne ricordo ancora. Quasi 19 anni fa, quando è morto mio marito, una mia collega, di 28-29 anni, che era da un po’ che non vedevo, incontrandomi in parcheggio mi ha chiesto come stavo. Io ho risposto “così così”, stando sul vago, non era ne’ il luogo ne’ la persona adatta con la quale entrare in dettagli e confidenze. La sua risposta è stata: “Ognuno hai i suoi problemi!”

Ma che problemi aveva lei se non pensare a quale smalto mettere da abbinare al vestito nuovo ???!!! 

Io che a 28 anni mi ritrovavo senza un marito e con un figlio di 3 anni da crescere! Questa cosa mi ha fatto arrabbiare parecchio e lo fa ancora!!! 

Ma la gente prima di parlare dovrebbe pensare o ancora meglio non dire nulla. 

IL SILENZIO VALE PIU’ DI MILLE PAROLE!

Questa, è successa di recente: un’amica della Sabrina con la quale eravamo a cena mi ha chiesto se ero separata, io ho detto “no, vedova”. Lei si è subito scusata che non lo sapeva … ma cosa c’è da scusarsi? Non lo sapevi non è mica una colpa. Mi rendo conto che se parlo sinceramente della mia situazione metto in imbarazzo gli altri, non sanno più cosa dire … allora sto sul vago, do delle risposte non-risposte! 

Ma perché per evitare imbarazzi alla gente non posso essere sincera? 

Perché il dolore altrui mette tanta paura?

Mi sono sentita in imbarazzo anche io nei confronti delle persone che stavano soffrendo, ma mi sono limitata ad una stretta di mano o ad un abbraccio. Le nostre parole in certi momenti sono superflue, sanno di frasi fatte, di bigliettini dei Baci Perugina. Poi sta alla sensibilità delle persone, capire chi hai di fronte, se ha la confidenza giusta e la voglia per sfogarsi e parlare

… ma questo è ancora più complicato.

Monica

 
2 Comments to

“Il dolore che provoca disagio …”

  1. On Settembre 24th, 2012 at 16:17 Francesca Says:

    “ci sono frasi che per decenza e rispetto non andrebbero dette”…quando non si sa cosa dire meglio non dire nulla!! L’affetto non si dimostra solo con le parole, è fatto di gesti, di sguardi e di emozioni.

  2. On Ottobre 1st, 2012 at 23:08 katia Says:

    mi spiace monica per quanto ti sia successo….. in certe situazioni quando uno nn sa che dire e chiedere ……anche un abbraccio un gesto uno sguardo ,…. valgono piu di mille parole un forte abbraccio

Email will not be published

Website example

Your Comment: