Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Resilienza: la forza da valorizzare dentro ognuno di noi

ottobre11

Resilienza, nel senso di Risalire sulla barca della vita anche quando vacilla per gli scossoni provocati dagli eventi.

La Resilienza di un metallo è la sua capacità di resistere ad un urto, di piegarsi ma non spezzarsi.

La Resilienza di una persona, in psicologia, è la capacità di fronteggiare gli urti della vita e di superarli fortificata dagli stessi, senza lasciarsi sopraffare.

La Resilienza non è un unico aspetto di una persona, ma l’insieme di più capacità. Tratto dal mio libro Quando la vita cambia colore, che ha dato il nome a questo Blog: “La Resilienza di ogni persona, sana o malata, è riconducibile a due sfere: quella personale e quella familiare e ambientale.

Per quanto riguarda quella personale, è collegata a sette caratteristiche personali individuali:

  • introspezione, cioè la capacità di autoanalisi, l’inclinazione a porsi domande e a darsi risposte;
  • indipendenza, cioè la capacità di mantenersi alla giusta distanza fisica ed emotiva dai problemi, senza isolarsi,continuando a vivere nel proprio contesto familiare e ambientale;
  • interazione, cioè la capacità di creare e mantenere relazioni intime e soddisfacenti con le altre persone;
  • iniziativa, cioè la capacità di capire i propri problemi, in modo da affrontarli e controllarli;
  • creatività, cioè la capacità di partire dal disordine che porta l’evento traumatizzante e riportare l’ordine;
  • umorismo, cioè la capacità di sdrammatizzare;
  • etica, cioè la capacità di interiorizzare i valori condivisi di una società di appartenenza, in una determinata epoca.”

Ma a chi serve sapere di essere persone resilienti?

A tutti, soprattutto quando si pensa di non farcela, ma è altrettanto importante essere convinti che anche gli altri siano persone resilienti.

La Resilienza è un concetto utile a chi deve fare fronte alle difficoltà che incontra, ma lo è altrettanto per coloro che devono aiutare gli altri ad esprimere le proprie risorse: sia al medico che all’insegnate, all’infermiere, allo psicologo, all’educatore, ai genitori, ai figli, ai nonni … a tutti, proprio tutti.

Se si pensa che chi si ha di fronte possa riuscire a superare, grazie alle proprie capacità, le condizioni avverse che gli accadono, allora si sarà più pronti a valorizzare i suoi punti di forza all’interno di qualsiasi comunicazione.

Se ascoltando una storia ci si affeziona troppo alla storia stessa, cioè al punto di vista di chi ce la racconta, allora si rischia di perdere la possibilità di vedere quella storia da angolazioni diverse.

Non bisogna mai affezionarsi troppo ad una storia per come ci viene raccontata, perché la stessa appartiene non ad unici momenti, ma a percorsi di vita molto più complessi.

Chiunque creda che chi ha di fronte è qualcuno capace di risollevarsi dalla drammaticità della propria vicenda, sta aiutando già la persona stessa a risollevarsi, a divenire resiliente per quel determinato trauma. E’ ovvio che occorra, in ogni caso, mantenersi aderenti alla realtà, non si può nemmeno sovraccaricare la persona che si ha di fronte dell’arduo compito di dimostrare di essere resiliente quando non ha l’autostima necessaria a sostenerla. Lo sviluppo della resilienza è un percorso che attraversa il tempo e che necessita di consolidamento.

L’idea che l’altro sia una persona capace di affrontare la vita porta al successo delle relazioni umane; l’idea che la persona malata ed il suo familiare possano fronteggiare la malattia diventa così uno strumento di lavoro da utilizzare da parte di chi cura.

6 Comments to

“Resilienza: la forza da valorizzare dentro ognuno di noi”

  1. On ottobre 12th, 2012 at 16:30 Concetta Says:

    … e a proposito di resilienza: mia sorella ha fatto gli esami del sangue e l’ecografia “pelvica -addominale” e i risutati sono ottimi!
    Il mio augurio va a tutte le persone ammalate che possano sconfiggere la malattia ed essere RESILIENTI AL MASSIMO
    un caro saluto
    Concetta

  2. On ottobre 16th, 2012 at 14:55 Piermarina Says:

    ….ho imparato che i malati sono più resilienti dei loro familiari, e devo ringraziarti per aver (insieme ad un’altra persona) tirato fuori la resilienza che c’era in me, a volte mi perdo ancora un po’ per la strada, ma forse ce la posso fare.

  3. On ottobre 18th, 2012 at 09:22 La resilienza della signora che non voleva mangiare | Quando la vita cambia colore Says:

    […] La resilienza della signora che non voleva mangiare ottobre18  In riferimento al post precedente “Resilienza: la forza da valorizzare dentro ognuno di noi” […]

  4. On dicembre 22nd, 2012 at 23:18 Errori di comunicazione | Quando la vita cambia colore Says:

    […] però ho imparato a rispondere che <<sto bene per adesso>> … e prendo la giornata come viene mantenendo la speranza di non stare peggio …” […]

  5. On gennaio 28th, 2013 at 15:50 Il potere delle parole » Guido Speranza - Blog - Repubblica.it Says:

    […] Evidentemente, in quel momento, aveva bisogno di vedere altro al di là di quello che appariva scontato, per trovare forza in sé dandosi nuovi obiettivi. L’ascolto di quella frase, detta da una persona in cui riponeva la sua fiducia, e il credere in quella che veniva pronunciata come verità, le ha permesso di attivare la propria Resilienza. […]

  6. On marzo 11th, 2013 at 20:26 Ecco perché non si deve nascondere la malattia di un genitore ai figli » Guido Speranza - Blog - Repubblica.it Says:

    […] comunicazione ai figli della condizione di malattia, non va ad indebolirli, ma a fortificare la loro resilienza, perché potrete insegnare loro uno stile per fronteggiare le avversità della […]

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