Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

All’ufficio postale …

Ottobre24

Entro baldanzosa all’ufficio postale sentendomi molto furba.

Incredibile, non c’è nessuno!

Ho scelto l’orario migliore: le 13 e 30.

Saltello felice e raggiungo l’impiegato che sta scrivendo al computer seduto al di là del bancone. Attendo, non voglio disturbarlo, so aspettare il nostro momento, quando lui si volterà e mi domanderà garbatamente: “Desidera?”

Passano diversi secondi.

Il silenzio tra noi continua più del necessario, evidentemente sta salvando il mondo ed è giusto che non mi abbia vista.

Tossisco, leggermente. Nulla.

Allora domando timidamente: “Scusi?”

Lui, senza guardarmi, mi chiede: “Ha preso il numero?”

Ho la certezza che conosca già la risposta.

Tra me e me mi dò una spiegazione: “Forse hanno bisogno di sapere quante persone sono entrate in una giornata” e rispondo:

“Scusi … ha ragione lei … vado a prenderlo subito … sa nell’entusiasmo di non vedere altra gente sono corsa da lei!”

Cerco di fare la simpatica e lui continua a non guardarmi.

Torno alla postazione con il mio bigliettino ben in vista,  soprattutto per l’impiegato.

Atro silenzio.

Guardo in alto, prima a destra poi a sinistra e mi dico: “… ci sarà una telecamera nascosta e sono su Candid Camera …” 

Sono troppo intelligente!  Altri secondi …

Faccio per parlare e lui mi azzittisce: “Aspetti che chiami il suo numero!”

“Dai!” penso “Adesso salterà fuori qualcuno e mi dirà che è uno scherzo!” 

Osservo l’impiegato e in effetti è veramente bravo come attore, quasi quasi ci credo. Attendo ancora qualche minuto poi lui si gira e ad alta voce proclama: “55!”

Non voglio sbagliare, sono entrata nella parte, guardo il mio numero ed esultante annuncio: “E’ il mio!” Lui lo prende in mano, controlla pure ed io rimango sospesa nella speranza che vada bene, non si sa mai, forse ho capito male e ha detto 54.

Subito dopo mi sento cretina, mi volto per vedere se è entrato qualcuno così da pensare che ho fatto bene a dire che è il mio, altrimenti che senso ha?!

Ma non c’è nessuno, forse è meglio così, mi avrebbe preso per una pazza urlatrice.

Sono confusa e gli affido la mia raccomandata. Lui va a prendere la mia busta … ho paura che accada qualcosa … di avere sbagliato in qualcosa … non ho più certezze …

Mi fa firmare e mi saluta. Tutto qua?! Rimango in attesa. Dov’è il regista? Quand’è che lui mi dice di essere un attore? Solo così posso tornare a credere di essere la più intelligente del mondo, perché sono andata all’ufficio postale alle 13 e 30. Niente. Esco affranta, salgo in macchina ed aspetto un minuto fissando la vetrata e nella mia solitudine ad alta voce mi dico: “Ora qualcuno uscirà e gli darà una pacca sulla spalla dicendo: “Bravo! C’è cascata!” 

Invece no.

Ho impiegato 20 minuti nonostante fossi l’unica cliente.

La prossima volta vado alle 11, sbufferò per la fila, ma almeno avrò salvato la mia autostima.

posted under Incontri
2 Comments to

“All’ufficio postale …”

  1. On 24 Ottobre, 2012 at 16:30 paolamirella Says:

    Ma …. capitano solo a te o non ne so molto, perchè io, per mia fortuna, non ho avuto bisogno di scegliere l’orario in cui recarmi all’ufficio postale ?
    Comunque …. congratulazioni per la tua vivace capacità di dar colore alle “esperienze” !
    Mirella

  2. On 25 Ottobre, 2012 at 13:37 concetta Says:

    purtroppo è una scena molto familiare, per colpa di qualcuno ci siamo fatti una brutta nomea. mi vergogno per lui e ti chiedo scusa a nome di tutti i colleghi che invece ogni giorno fanno il loro dovere con solerzia e cortesia
    un caro saluto
    concetta

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