Jennifer Denise Cheslock

Quando la vita cambia colore

di Lisa Galli: un blog per i malati, per i loro familiari, per chi li cura e per quelli detti sani

Caro Papa Francesco

marzo15

images

Caro Papa Francesco,

l’altra sera ero incollata alla televisione per conoscerLa, come tutto il resto del mondo interessato all’evento.

Insieme a mio marito abbiamo invitato al silenzio, in modo molto deciso, i nostri figli, per poter ascoltare le Sue prime parole.

Le piccole, Costanza e Nina facevano un po’ fatica.

Quando ha detto: “Buonasera”, nostro figlio Sebastiano si è voltato verso suo padre e ha commentato a braccia aperte: “Ma papà, tutto qua? Era questa la prima parola che dovevamo ascoltare? Perché fino a lì ci riuscivo anch’io!”

Quando ha detto: “Ora vi chiedo di pregare …” nostra figlia Matilda mi ha chiesto:

“Ma mamma, in questo momento stanno pregando anche Emily, Marco e Rebecca a Londra?”, i suoi cugini inglesi.

Il giorno dopo, mentre stavo lavorando all’ospedale (sono una psiconcologa), la persona malata con la quale parlavo, mi ha detto: “Ieri sera anch’io ho pregato quando il Papa l’ha chiesto”. Nulla di straordinario nelle sue parole se non fosse che, la persona in questione, non è battezzata.

Oggi, ripensando un po’ a tutto questo, sono dell’idea che lo Spirito Santo abbia lavorato proprio bene, perché, carissimo Papa Francesco, nei primi dieci minuti del suo pontificato è stato capace di:

  • parlare con la semplicità di un bambino;
  • unire il mondo nella preghiera;
  • fare inginocchiare gli atei.

Se ha fatto questo in dieci minuti, chissà quanto altro ancora potrà fare …

Grazie e buon lavoro.

 

Con stima

Lisa Galli

 

 

 

posted under Attualità | 5 Comments »

Seconda puntata di Guido Speranza

gennaio17

E’ uscita la seconda puntata di Guido Speranza, “La malattia: una mia parte, non tutta la mia persona” . Guido vi aspetta con i vostri commenti!

 

GuidoSperanza_nero 1

Guido Speranza è il nuovo blog d’autore per la Gazzetta di Modena

gennaio16

Udite, udite, cari lettori, c’è una grande e bella novità!

Una delle categorie che in questi anni ho scritto in queste pagine è diventata un blog d’autore per la Gazzetta di Modena: Guido Speranza.

E’ proprio così, il mio personaggio di fantasia da oggi acquista una vita indipendente da “Quando la vita cambia colore” e lo potrò scrivere per la testata giornalistica della mia città. Questo mi rende molto felice, perché sono convinta che la storia di Guido Speranza possa essere utile a molti in un confronto per somiglianza e differenza. Spero proprio che lo seguirete in massa e che lascerete i vostri utili consigli, come avete fatto in questi anni.

Continuerò a scrivere anche  su Quando la vita cambia colore. Sono convinta che il virtuale possa permettere a molte persone, che per motivi diversi non accedono ad un percorso di sostegno psicologico, di poter portare avanti un personale percorso introspettivo.

Ringrazio molto la mia amica Rossana Vandelli che, con la sua abilità grafica, è riuscita a dare un volto a Guido Speranza. Appena l’ho visto ho capito che era lui, spero che lo sosterrete nel suo cammino di vita.

GuidoSperanza_nero 1

 

 

Ringrazio la Gazzetta di Modena, in particolare il Direttore Enrico Grazioli e il giornalista Andrea Marini che credono nel progetto di Guido Speranza. Oggi, sulla Gazzetta di Modena, nella sezione cultura, troverete la descrizione del progetto e la prima puntata.

 

Festival Blog Letterari Thiene (VI)

giugno28

Il 7 e 8 luglio si terrà a Thiene (VI) il Festival dei Blog Letterari.

Ringrazio gli organizzatori, in particolare Morgan Palmas, per avermi invitata a parlare della mia esperienza di blogger e non solo.

Il programma dell’evento lo trovate qui.

Vi riporto la presentazione dell’evento e spero che in molti non vi lascerete scappare la possibilità di partecipare al Festival … al di là dei miei interventi …

I blog letterari si confronteranno sui seguenti temi:

Editoria

Il web sta cambiando il modo di intendere l’editoria classica. Quali sono le nuove sfide e le nuove opportunità? Spesso i blog si confrontano su problemi quali i cambiamenti in corso nel mondo del lavoro, il copyright e l’editoria a pagamento. E i blog stessi sono in grado di influenzare le classifiche e le vendite dei libri?
Location: Piazza Giacomo Chilesotti

Uomo e Donna

Lo studio di affinità, intersezioni e differenze tra l’uomo e la donna potrebbe occupare discussioni infinite, sia online che offline. Com’è legato tutto questo al modo di pensare, di scrivere, di amare? E i blog ne percepiscono le differenze?
Location: Centro Città

Scuola e Accademia

In quali modi il mondo della scuola e quello universitario stanno guardando alle nuove tecnologie e si stanno, di conseguenza, modificando? E i blog come prendono in considerazione il sottile rapporto con la cultura accademica?

Location: Istituto santa Dorotea

Viaggio e Culture

Il festival vuole aprirsi al futuro e rendersi quanto più possibile, e da subito, internazionale. L’intenzione è di volgere lo sguardo oltreconfine e provare a discutere di ogni tipo di viaggio, locale e mondiale, reale e mentale.

Location: Sede OOPP

Diversità e Abilità 

Le disabilità, nella nostra società, sono molte e riguardano svariati ambiti. Così pure diventa sempre più labile, e sfumato, il rapporto tra normalità e diversità.
Location: Castello di Thiene

Infanzia e Adolescenza

Il mondo dei bambini e dei ragazzi ha bisogno di attenzioni specifiche anche in relazione alla multimedialità, e non solo secondo la nostra idea classica di protezione. Quali sono, ad esempio, le modalità di tutela dei minori in rete? Oppure, come si sta evolvendo l’editoria per l’infanzia?
Location: Biblioteca Civica Palazzo Cornaggia

Ambiente e Società 

Stiamo cambiando, noi tutti: cambia la società, cambia l’ambiente e il nostro modo di percepirli. Quali sono i temi caldi di cui i blog si occupano con più interesse? E in che modo interagiscono con l’ambiente e con la sua salvaguardia?

Location: Villa Fabris

 

posted under Attualità | 1 Comment »

TerreMOti racconto

giugno25

Voglio segnalarvi il sito TerreMOti racconto.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di continuare a parlare delle storie, delle emozioni, delle preoccupazioni e di quanto possa essere utile per confrontarsi e non dimenticare un’esperienza tanto traumatizzante.

Se volete scrivere la vostra storia, mandare una fotografia o un disegno siete liberi di farlo a questo sito, l’importante è mantenere viva l’attenzione sull’argomento.

Ogni modenese ha nella propria memoria il ricordo di un adulto che lo rassicura su un’Emilia inviolabile dal terremoto.

E’ sempre stato “scientificamente provato”, fino al 20 maggio 2012!

Questo pensiero era rassicurante, come sempre accade,  quando si pensa che i problemi siano distanti da sé.

Mi sembra una storia già sentita … mmmm …. è vero! Si dice sempre così anche della malattia:

“non credevo potesse accadere a me … non volevo che accadesse agli altri … ma perché a me? Non ho fatto nulla per meritarmelo … “

Questa è la vita: esistono le malattie, esistono i terremoti, esistono tante cose che non dovrebbero accadere!

La vita può cambiare colore, ma per quanto un evento terribile possa modificarla, esiste dentro ognuno la forza di elaborarlo e trasformarlo in modo costruttivo: si chiama Resilienza.

 

Vi riporto la presentazione degli autori del sito e spero che accoglierete con piacere quest’iniziativa:

TerreMOti racconto nasce da un’idea di Isabella (che si definisce una

“fotoamante”), di Massimo (l’informatico di Informanet) e di Marlene
(blogger). Il terremoto che ha colpito l’Emilia ha scosso oltre che la
terra, anche le nostre vite. Ci avevano raccontato che l’Emilia era a
basso rischio sismico, e invece ci siamo ritrovati a misurare le
nostre vite con un questo evento completamente al di fuori delle
nostre possibilità di controllo. L’idea era nata già all’indomani
della prima scossa delle 4.04 del 20 maggio. Le prime notizie su
Twitter, ci confrontavamo se era accaduto davvero, e ci chiedevamo se
stavamo tutti bene. Nei giorni seguenti sul web ci siamo imbattuti in
storie, cronache, racconti, foto, tutti appunti di chi quel terremoto
lo aveva vissuto in prima persona e aveva voglia di esorcizzare la
paura attraverso parole ed immagini. E abbiamo pensato: perché non
raccoglierle tutte in un contenitore, come una scatola da riaprire
quando si spegneranno i riflettori sulla nostra terra. Poi le scosse
sono diventate 4, e anche il nostro progetto ha incominciato un po’ a
traballare. Ma adesso eccolo qua.”

posted under Attualità | 1 Comment »

Gli Emiliani

giugno14

Ho cercato in lungo ed in largo l’articolo originale pubblicato dal Resto del Carlino. Eccolo!

Queste parole hanno fatto il giro del mondo virtuale, ogni volta che le leggo ci credo ancora di più e sono orgogliosa di essere Emiliana!

 

 

 

posted under Attualità | No Comments »

Gli sfollati di Samarcanda

giugno9

Il 29 maggio è il giorno delle due scosse di terremoto che hanno devastato la mia terra.

Le scuole sono state immediatamente evacuate, la terra continuava a tremare ed un senso pervasivo di precarietà attraversava gli animi dell’intera comunità.

 

Mio marito è di Cavezzo e lavora là per una ditta di demolizioni, dopo la prima scossa mi ha telefonato rassicurandomi che stava bene, ma che il paese era distrutto:

“E’ successo un disastro, scegli tu cosa è meglio per i bimbi, io non mi posso muovere di qua per i prossimi giorni …” 

Preoccupata per la sicurezza dei bambini li ho portati, insieme a mia madre, il più lontano possibile da Modena, a casa di mia sorella.

Mentre ci allontanavamo dalla città, mia mamma, che nella seconda guerra mondiale era una ragazzina, mi ha detto:

“Io vado dove tu vuoi che stia con i bambini, così torni a Modena a lavorare e sei tranquilla per noi, ma questa storia mi fa venire in mente una situazione simile che ho vissuto durante la guerra. Una notte iniziarono a bombardare Reggio Emilia. Noi ci siamo alzati in fretta e siamo scappati da casa verso la campagna per uscire dalla città. Ricordo che noi camminavamo lungo il Crostolo; casualmente ci siamo diretti verso la ferrovia, era la notte tra il 7 e l’8 gennaio del 1943. Il giorno dopo abbiamo saputo che gli aerei americani avevano distrutto la stazione e avevano cercato di colpire la linea ferroviaria. Quindi … come vedi … dove vuoi che scappiamo? Com’è che si intitola quella canzone che mi piace tanto?”

“Samarcanda”

“Ecco sì, la vita è proprio come quella canzone” ed ha aggiunto scherzando

“Anzi, stai ben attenta alla strada mentre guidi, perché non si sa mai …”

Passati alcuni giorni ho pensato di lasciare la piccola con mia madre e mia sorella e di portare gli altri tre dai miei suoceri sfollati sulla Riviera Adriatica. I bimbi si sono fermati una notte sola a dormire a Modena.

Così, con un tempismo che ha dell’incredibile, sono riusciti a non perdersi la scossa 5.1 della domenica sera e quella di 4.5 che l’altra mattina ha svegliato la Romagna!

A quel punto ho chiamato mia madre:

“Sai che c’è? C’è che qua continuano a bombardare la ferrovia ed io vi riporto tutti a casa, sfollati di Samarcanda!”

 

 

Samarcanda 

 

Ridere, ridere, ridere ancora, 

ora la guerra paura non fa, 

brucian le divise nel fuoco la sera, 

brucia nella gola vino alla sazieta’, 

musica di tamburelli fino all’aurora, 

il soldato che tutta la notte ballo’, 

vide fra la folla quella nera signora, 

vide che cercava lui,e si spavento’. 

“Salvami, salvami, grande sovrano, 

fammi fuggire, fuggire di qua, 

alla parata lei mi stava vicino, 

e mi guardava con malignita’”. 

“Dategli, dategli un animale, 

figlio del lampo, degno di un re, 

presto, piu’ presto perche’ possa scappare, 

dategli la bestia piu’ veloce che c’e'”. 

Corri cavallo, corri ti prego 

fino a Samarcanda io ti guidero’, 

non ti fermare, vola ti prego 

corri come il vento che mi salvero’ 

Oh oh cavallo, oh oh cavallo, 

oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh”. 

Fiumi poi campi poi l’alba era viola, 

bianche le torri che infine tocco’, 

ma c’era fra la folla quella nera signora 

stanco di fuggire la sua testa chino’: 

“Eri tra la gente nella capitale, 

so che mi guardavi con malignita’, 

son scappato in mezzo ai grilli e alle cicale, 

son scappato via ma ti ritrovo qua!” 

“Sbagli, t’inganni, ti sbagli soldato 

io non ti guardavo con malignita’, 

era solamente uno sguardo stupito, 

cosa ci facevi l’altro ieri la’? 

T’aspettavo qui per oggi a Samarcanda, 

eri lontanissimo due giorni fa, 

ho temuto che per ascoltar la banda 

non facessi in tempo ad arrivare qua. 

Non e’ poi cosi’ lontana Samarcanda, 

corri cavallo, corri di la’… 

ho cantato insieme a te tutta la notte 

corri come il vento che ci arrivera’ 

Oh oh cavallo, oh oh cavallo, 

oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh”.

                                                  Roberto Vecchioni
posted under Attualità | 3 Comments »

… e in Emilia il terremoto continua: una storia vera ai confini della realtà

giugno2

Il terremoto è una catastrofe. Come la malattia.

I pensieri che passano nella mente e nell’anima nell’attimo della scossa sono gli stessi del malato: “Sopravviverò?”

Esiste, però, un’unica grande differenza, me l’ha spiegata un ragazzo che ha fatto un trapianto da poco tempo:

“Quando sei malato, tutti quelli che hai intorno soffrono per e con te e cercano di rincuorarti … quando sei un terremotato, tutti quelli che hai intorno soffrono per e con te, ma hanno bisogno, esattamente come te, di essere sostenuti”.

Grande verità!

Mentre con la malattia sai che puoi lottare usando determinate medicine, con il terremoto vivi nell’assoluta imprevedibilità del secondo successivo a quello che è appena passato.

E’ quello che stiamo vivendo in Emilia.

Eppure, nonostante tutto, occorre trovare in se stessi la forza d’andare avanti, anche con l’aiuto di chi ti è vicino. Esattamente come con la malattia.

 

Ieri pomeriggio sono andata a casa di carissimi amici nei pressi di Mirandola.

Casa è una parola grossa, perché una gran parte è crollata e quel che resta è inagibile. Loro, fortunatamente, sono vivi. Pura casualità. La padrona di casa è stata semplicemente straordinaria. Con forza d’animo, coraggio e determinazione mi ha guardata negli occhi e mi ha detto:

“Ma noi ci rialzeremo, vedrai!” 

Ed io sono sicura che ce la faranno.

La certezza l’ho avuta quando hanno invitato me e mio marito a mangiare con loro in giardino, di fianco ai mattoni caduti. Dopo poco sono arrivati i loro amici con la cena. Avevano portato tutto, dall’aperitivo al dolce ed anche … incredibile a dirsi … una piccola pianta da mettere come centro tavola.

 “Perché vi siete disturbati? Avevamo tutto noi per la cena.”

“Perché tante volte siamo stati ospiti a casa vostra e volevamo portarvi un sorriso”.

Ci sono riusciti, è stata una serata allegra, nonostante tutto.

Gli amici sono coloro che non chiedono di cosa hai bisogno, te lo portano.

Ancora una volta mi sono trovata al limite estremo di sopportazione di chi perde una parte importante di sé; potevo trovare disperazione e rassegnazione, invece ho trovato la resilienza di quattro persone marito, moglie, figlia e fidanzato in completa sinergia.

posted under Attualità | No Comments »

… e il terremoto in Emilia continua …

maggio25

Quando la natura non ti lascia tregua, le relazioni umane confortano ed incoraggiano a sopportare.

Se si vuole aiutare qualcuno, occorre riflettere sul modo migliore per farlo per non urtare la sensibilità di chi riceve.

Ieri sera, il mio amico Antonio, mi ha raccontato una bella storia. E’ tutto vero tranne i nomi delle protagoniste.

In seguito al terremoto Emma è stata costretta a lasciare la propria casa. Ha avuto paura. Da lei la terra trema tante volte tutti i giorni, senza lasciare alla mente la possibilità di staccare il pensiero dal possibile pericolo.

Emma, nella prima notte del terremoto, ha dormito in macchina con i figli ed il marito ed ha pensato di farlo anche nelle sere successive. Al mattino è andata a lavorare ed ha raccontato ai colleghi la sua situazione.

Federica l’ha ascoltata ed ha iniziato a pensare a quello che poteva fare per aiutarla.

Non sono grandi amiche, ma semplici colleghe.

Federica ha subito chiesto ad Emma se voleva il suo camper “tanto a me serve ad agosto”. Emma non si è sentita di accettare ed ha risposto “no grazie”.

Federica sapeva che Emma aveva bisogno, perché pensava che, a parti invertite, per lei sarebbe stato difficile dormire tutte le notti in macchina.

Allora non si è fermata davanti a quel “no”.

Ha chiesto agli altri colleghi un piccolo contributo economico, è andata a fare la spesa, ha riposto il mangiare nel camper ed è andata a casa di Emma per dirle:

“Cara Emma, io lascio il mio camper parcheggiato qua da te, queste sono le chiavi, usalo, se pensi che ti possa essere utile”

La terra qua da noi trema ancora, ma mi piace pensare che Emma, con la sua famiglia, possa dormire in un camper riscaldato dall’affetto dei suoi colleghi.

 

posted under Attualità | 5 Comments »

Terremoto a Modena

maggio21

Nella notte del terremoto i miei figli sono corsi sotto il tavolo:

“Come ci hanno insegnato a scuola!” hanno detto.

Li guardavo e da lì la mia angolazione della vita era cambiata.

Percepivo l’impossibilità di difenderli nel caso di una scossa molto più forte.

Tutto era affidato al caso, ma il pensiero più terribile è stata la certezza che per quanto finisse quella scossa ce ne sarebbe stata un’altra. Infatti.

 

Come tutti gli eventi naturali, il terremoto si presenta, non c’è nulla che si possa fare per evitarlo.

La sua imprevedibilità è simile a quella di molte malattie.

Sai che esiste la possibilità che accadano, ma non ti fermi mai sull’eventualità che possa essere tu il protagonista del dramma.

E’ questa la follia dei sani per vivere bene?

Non fermare mai il pensiero sulla vulnerabilità della vita?

L’altra notte ho sentito la forza e la volontà della natura sovrastare la mia e quella di mio marito.

Si vive la sensazione dell’impotenza, della vulnerabilità, della drammaticità, della paura e ci si chiede: “Perché sta succedendo?” 

E si viaggia con la mente alla ricerca di risposte per andare con l’immaginazione a trovare possibili soluzioni allo scatenarsi della natura.

I miei pensieri di quella notte, le mie sensazioni e le mie paure mi risuonavano dentro come i discorsi che tante volte ho ascoltato da genitori di figli malati.

posted under Attualità | 3 Comments »
« Older Entries